Poliedrico, ricco di innovazioni ma soprattutto leggendario. E’ con queste caratteristiche che si può descrivere un album come Thriller, il best-seller per eccellenza della carriera di Michael Jackson e della storia del pop. Nove tracce che hanno segnato l’ultimo trentennio della musica soul, R&B, funky e che tutt’ora echeggiano prepotentemente nelle orecchie degli amanti della musica in generale.
L’attaco è fulminante, come nella consueta tradizone Jackson, infatti con Wanna be startin’ something diventa difficile rimanere impassibili e non far muovere il piede a ritmo di dance. Questo brano, già pronto per il precedente Off The Wall, trova la sua naturale connotazione proprio in Thriller e diventa uno dei tormentoni che accompagneranno per sempre anche i concerti di Michael Jackson. Segue poi Baby be mine, brano gradevole e più tranquillo del precedente dove cominciano a far capolino sintetizzatori e dove si riscontrano molte delle sonorità tipiche degli anni ’80.
Thriller è caratterizzato anche da alcune ballate che hanno lasciato il segno in molti cuori a partire dalla spensierata The girl is mine cantatta assieme all’ex Beatle Paul McCartney (forse il brano meno brillante dell’album), dall’intramontabile Human Nature scritta da Steve Porcaro dei Toto e dalla struggente The Lady in my life, originariamente concepita con una strofa in più rispetto alla versione definitiva.
Ma ciò che ha fatto imprimere Thriller nella memoria di tutti è senz’altro il trittico centrale di canzoni presenti nella track-list: Thriller, Beat it e Billie Jean. La prima, grazie ad un ritmo incalzante ed a un successivo minifilm dell’orrore di accompagnamento, manda alle stelle la vendita dell’album, la seconda diventa La canzone di Jackson per eccellenza, soprattutto dopo alcune significative esibizioni live, mentre la terza vede Michael esordire nel mondo del rock, con una song potente caratterizzata dalla chitarra di Eddie Van Halen.
A completare il quadro ecco anche P.Y.T. , canzone gradevole dallo stile danzereccio in cui la sezione ritmica fa davvero la differenza e nella quale i cori vedono anche presente Janet Jackson. Di questo brano verrà poi pubblicata una versione demo (davvero molto diversa) molti anni più tardi nella raccolta The Ultimate Collection del 2004, nonché un remix nell’album Thriller 25th del 2008.
Singoli estratti dall'album: