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The Jacksons Era |
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Finita la lunga esperienza alla Motown, per i fratelli Jackson iniziò una parte fondamentale della loro carriera. A causa di profondi dissidi con Berry Gordy, il gruppo passo ad un'altra casa discografica ovvero alla Epic.
Due novità fondamentali scossero la serenità di Mike e fratelli: in primo luogo Jermaine decise di restare alla Motown, visto anche che era il genero di Berry Gordy, ed inoltre il gruppo dovette abbandonare la denominazione "Jackson Five" a favore di quella nuova e cioè semplicemente "Jacksons". Questo fatto era dovuto ad una questione di diritti sul marchio e sul nome che appartenevano alla Motown stessa, in ogni caso a questo punto Randy diventò ufficialmente membro del gruppo anche se da tempo ormai si aggregava agli altri durante i concerti.
Il primo album della nuova era s'intitolava semplicemente "The Jacksons" (1976) e fu prodotto da Kenny Gamble e Leon Huff. Di quell' album si ricordano i successi di "Enjoy yourself" e "Show you the way to go". Un anno dopo venne pubblicato il secondo album e cioè "Going Places" (1977), sempre prodotto da Gamble & Huff, che era caratterizzato da testi molto più sentiti del solito anziché da pezzi dance. Tuttavia la canzone "Different Kind of Lady" riuscì ad avere un certo successo nelle discoteche.
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Il gruppo cominciò a lavorare poi alla CBS dopo un incontro con Ron Axemburg ed il nuovo album cominciò a prendere forma: si trattava di "Destiny" (1978), praticamente prodotto per intero dai Jackons stessi. Il disco fu accompagnato da un tour che ebbe molto successo e che contribuì al lancio di alcune famose canzoni quali "Blame it on the boogie", "Destiny" e "Shake Your Body". Destiny risultò fino ad allora l'album di maggior successo e per il successivo lavoro si aspettarono due anni a causa degli impegni di Michael come solista. Il successivo disco fu quindi "Triumph" (1980), col dirompente singolo "Can you feel it" e le stupende "Lovely One" e "This Place Hotel", un vero e proprio capolavoro concepito da Michael Jackson.
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Il tour successivo comprendeva i grandi successi del gruppo più alcuni brani solisti di Michael tratti da "Off The wall" e proprio uno dei concerti venne registrato e pubblicato come ulteriore album: "Live" (1981).A causa del grande successo planetario di Michael come solista passarono tre anni prima che i Jacksons tornassero con un nuovo lavoro e lo fecero con "Victory" (1984).
Si realizzava intanto un sogno, infatti Jermaine era ritornato nel gruppo ed ora tutti e sei assieme promettevano faville. La session per la realizzazione dell'album fu piuttosto lunga e tra gli inediti rimasti nel cassetto ve ne sono diversi incisi assieme a Freddy Mercury tra cui proprio la mai pubblicata title-track "Victory". Da segnalare gli ottimi singoli "Torture" e "State of shock" in duetto con mick Jagger. Ma non erano tutte rose e fiori.
Il tour successivo si articolò in 55 concerti e nonostante i trionfi i tutto il mondo, all'interno della famiglia si consumavano dissapori e contrasti.
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Parte degli incassi andò in beneficenza su pressioni di Michael. Apparentemente la Jacksons-era finì qui, con l'addio di Michael al gruppo ed in seguito anche di Marlon, anche se ufficialmente non c'è mai stato un vero e proprio scioglimento.
Infatti dopo 4 anni Jermaine, Tito, Jackie e Randy ricominciarono a lavorare a qualche progetto e realizzarono una canzone per la colonna sonora del film omonimo di Woopy Goolberg intitolato "Time out for burglar" (1988). Questo singolo ebbe fortuna e fece da apripista al nuovo album dei Jacksons nato sulla base di parecchie canzoni di Jermaine con l'aggiunta di alcuni brani nuovi di zecca: "2300 Jackson street" (1989).
Assolutamente geniale risultò la canzone d'apertura "Art of madness", mentre è importante ricordare che la canzone che da il nome al disco, fu cantata da TUTTA la famiglia Jackson. Nonostante le critiche, questo album ottenne un notevole successo ed il tour che ne derivò risultò decisamente interessante e ricco di fascino.
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Curioso notare che nelle b-side dei singoli furono incluse due canzoni inedite. Purtroppo, essendo senza Michael, al gruppo non viene più offerto nessun contratto nuovo. Dopo altri anni di silenzio, venne pubblicato "The best of the Jacksons" (1993), un greatest-hits assolutamente anonimo e poco significativo.
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Devono passare molti anni prima che i fratelli Jacksons dichiarino ufficialmente l'entrata in studio per la realizzazione di un nuovo album di inediti. E' il 1999 e finalmente prende forma il disco intitolato "Generation", in parte prodotto da Quincy Jones, al quale partecipa anche Michael con tre canzoni. Nonostante sia stato completato, questo album tutt'oggi giace inspiegabilmente in qualche banca dati, nell'attesa di conoscere il proprio destino.
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Nel 2001 i fratelli sono di nuovo in studio, ma dopo varie peripezie, Jackie si riprende stizzito le sue canzoni e molte di quelle pronte finiscono incredibilmente nel nuovo Cd di Michael, "Invincible", a fine dello stesso anno. Sempre nel 2001, a settembre, accade un fatto storico: i Jacksons sono di nuovo sul palco tutti assieme, dopo quasi 20 anni, per festeggiare itrent'anni della carriera di Michael. E' un delirio. Due serate sold-out al MSG di New York, consegnano definitivamente il gruppo alla storia, regalando ai fans increduli due performance strabilianti e facendo di nuovo circolare voci insistenti sulla loro possibile reunion.
Qualsiasi progetto si arena nel 2003 con le nuove infamanti accuse per pedofilia a Michael.
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Tuttavia nel 2004 Jermaine dichiara ancora l'esistenza di un progetto ed un probabile tour futuro con i Jacksons appena saranno risolti i problemi processuali di Mike. Sempre nello stesso anno Warner ed Epic, grazie ad una joint-venture, pubblicano un doppio greatest hits intitolato "The Very Best of The Jacksons" (2004) , il quale raccoglie i maggiori successi sia dei J5 sia dei Jacksons. Il prodotto risulta buono, corredato da belle foto e da una bella confezione complessiva ed il basso costo rende appetibile il tutto.
Ad oggi ha venduto un milione di copie, se arriverà a venderne due non è escluso che finalmente possa essere pubblicato il tanto atteso "Generation".
Non bisogna però sognare troppo, probabilmente ci sono delle difficoltà a noi sconosciute.
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