Dopo il grande successo dell'album Bad, Michael Jackson ritorna al grande pubblico nel 1991 e si presenta con il suo nuovo iperbolico Dangerous. Terminata la collaborazione con lo storico produttore Quincy Jones, Jackson si affianca ora a Bill Bottrell, ma soprattutto a Teddy Riley, inventore del cosiddetto New Jazz Swing.
Già dal primo impatto si capisce come questo album sia l'essenza del "nuovo" Jackson, l'enigmatica e complessa cover del disco, fa da subito comprendere che tutto ciò è la rappresentazione globale di ciò che è Michael stesso all'inizio degli anni '90.
Sorprendono le nuove sonorità, in molte canzoni vengono per la prima volta inserite delle strofe rap, su tutte spicca quella del rapper Heavy D nella song d'apertura Jam. Un mix di vetri che s'infrangono, suoni funky quasi esasperati e ritmi incalzanti caratterizzano la prima parte dell'album, un insieme di sonorità che inizialmente può provocare smarrimento nel fan che ha seguito Michael fino a questo momento.
Una citazione va sicuramente a Why you wanna trip on me, canzone che strizza l'occhio allo stile di Prince e che regala al pubblico una chitarra asciutta particolarmente insolita per essere presente in una canzone di Michael Jackson.
Il singolo di lancio è Black or white, che balza subito al n.1 delle classifiche mondiali, un pezzo rock stile vecchia maniera con qualche strizzatina d'occhio al sound dei Rolling stones.
Il Michael Jackson melodico degli anni '80 non è sparito del tutto e si materializza nella seconda parte dell'album, soprattutto con l'universale Heal the world e con i due pezzi gospel-spiritual Keep the faith e Will you be there, nonchè con la dolcissima Gone too soon dedicata al giovane Ryan White, scomparso di cancro pochi mesi prima.
L'evoluzione stilistica di jackson diviene più profonda quando si ascolta la introspettiva Who is it e la stupefacente Give in to me, canzone spudoratamente rock, in cui Michael mostra il lato più "cattivo" della sua musica e dove si fa accompagnare dalla chitarra potente di Slash, allora all'apice della carriera con i Guns'n'roses.
L'album si chiude con la title track Dangerous, una rasoiata che più tagliente non si può. Questa canzone, che non ha avuto l'onore di uscire come singolo, è una delle colonne portanti della discografia jacksoniana ed è un colpo da ko contro chi aveva ancora dei dubbi sulla musica di Michael Jackson del nuovo decennio.
L'album Dangerous vende oltre trenta milioni di copie superando di fatto il precedente Bad, è stato considerato l'album perfetto per l'intrattenimento e questo appelativo ha ben ragion d'essere: le strategie commerciali legate a questo lavoro discografico sono state praticamente perfette, il coinvolgimento di numerose guest stars anche nei spettacolari videoclips abbinati ai singoli (Eddie Murphy, Magic Johnson, Michael Jordan, Slash, Heavy D, Macaulay Culkin, etc...), hanno aumentato a dismisura la visibilità di questo prodotto.
Per promuovere il disco inoltre, Jackson intraprende un tour mondiale sponsorizzato nuovamente dalla Pepsi Cola e che raggiungerà la cifra di 3,5 milioni di spettatori. A causa delle infamanti accuse di pedofilia, la serie di concerti viene interrotta in anticipo e la Pepsi scioglierà l'accordo di sponsorizzazione.