Blood on the dancefloor arriva un po’ a sorpresa sugli scaffali dei negozi durante la seconda parte dell’ HIStory tour (1997). Inizialmente Michael Jackson voleva realizzare un mini Cd con 5-6 canzoni inedite, ma la Sony non ritenne strategica questa scelta e quindi optò per pubblicare una sorta di album ibrido contenente cinque brani nuovi e molte canzoni di HIStory in versione remix. In realtà agli occhi dei puristi tutto ciò sembrò un pasticcio, visto che venne dapprima stoppata la promozione di HIStory cancellando di fatto il singolo Smile e successivamente si provò a mettere nel pacchetto promozionale anche il cortometraggio Ghost, contente tre brani estratti proprio dai due album sopracitati.
Il singolo di lancio, Blood on the dancefloor, ottiene un buon successo, ma non sfonda: si capisce presto che si tratta in realtà di una trackout dell’album Dangerous. Stessa opinione la si ha ascoltando Superfly sister, canzone atipica che sembra non evolvere mai, mentre un vero gioiello si rivela Morphine, brano molto particolare che parla di tossicodipendenza e che molti anni dopo si rivelerà maledettamente autobiografico. Gli ultimi due inediti sono Ghosts e Is it scary, entrambi brillanti pezzi della colonna sonora del cortomentraggio Ghosts i quali rivelano un Jackson voglioso di sperimentare, tanto che la prima strofa dei due brani è pressoché identica.
Il resto è solo remix, con HIStory (Tony Moran' s HIStory Lesson) che esce addirittura come singolo abbinato a Ghosts e che viene accompagnato da un video che non è nient’altro che un collage di precedenti filmati di Jackson. Non tutto è da buttare, le rivisitazioni di Scream (Flyte Tyme Remix), 2Bad (Refugee Camp Mix) , Earth song (Hani 's Club Experience) e Money (Fly Island Radio Edit) sembrano rivitalizzare i brani originali, ma il resto è solo accademia ed esercizio di stile da parte dei maggiori specialisti del settore.
Un po’ in ombra negli USA, Blood on the dancefloor ottiene dignitoso spazio in Europa e alla fine della promozione arriva a vendere oltre 6 milioni di copie, diventando l’album di remix più venduto della storia. Sempre Blood on the dancefloor è stato inserito in un prezioso cofanetto dedicato al cortometraggio Ghost, contenente anche la VHS del videoclip, un albetto fotografico e il cd single dell’inedita On the line, colonna sonora del film Get on the bus di Spike Lee. Come ultima nota si può ricordare che nella tracklist iniziale era prevista la pubblicazione del brano In the back, il quale venne poi rilasciato al pubblico molti anni dopo all’interno della raccolta antologica The Ultimate collection (2004).
Singoli estratti dall'album: